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La città che vorrei

Trovate qui la mia idea di città. Un’idea, una visione concreta, una proposta articolata, che tocca, per necessità comunicativa, solo alcuni dei temi a me cari. Su questi temi vorrei mettere a disposizione di tutta la città la mia passione, le mie idee, le mie competenze e il mio impegno.

Per dar voce a questi temi ho bisogno del tuo voto, in modo da portare in consiglio comunale proposte concrete e realizzabili. Altrimenti rimarranno semplicemente parole, magari belle. Ma io le vorrei veramente tradurre in azioni concrete.

Non sono un candidato sindaco, e quindi mi limiterò a trattare solo alcuni specifici temi. Ma sono temi che ritengo profondamente interconnessi a molti altri che, per ragioni di sintesi, non tratterò qui esplicitamente. 

Non troverete molte proposte del tipo: “A Collevario ampliare di un metro la strada o risistemare il campetto. A Santa Croce mettere una fermata in più dell’autobus”. Non le troverete perchè, di queste utilissime proposte, ce ne potrebbero essere migliaia. Ma saranno il lavoro del dopo elezioni, saranno il lavoro di tradurre in piccole e grandi azioni concrete un’idea integrata ed eterogenea di città. Ne troverete, tuttavia, alcune negli articoli che scriverò nel blog di questo sito e nella pagina Facebook “Matteo Moretti – Candidato Consigliere Comune di Macerata”. Saranno l’esempio di come si possono fare anche tante piccole cose per la comunità, a costo quasi zero.

La città che vorrei

Macerata ha un gran bisogno di rimettere al centro il cittadino. Il cittadino non è colui che vive chiuso in casa, pronto a entrare in macchina e raggiungere il centro commerciale più grande possibile. Il cittadino non è colui che vive barricato, per paura dei ladri, di attraversare la strada, dello smog, del rumore, dell’inciviltà di chi incontra per strada.

Il cittadino è colui che vive nella sua casa tanto quanto nello spazio pubblico della città. È colui che non deve proteggersi, perchè la città è sicura. Perchè la città è la sua casa. Non deve chiudere le finestre, perchè non ci sono nè smog nè rumori. E’ colui che passa molto tempo nelle strade, nei quartieri, nel centro storico, nei parchi. E lo fa spostandosi in sicurezza, principalmente a piedi e/o in bicicletta e con i mezzi pubblici, che trova comodi e veloci.

Il cittadino decide quindi di investire negli spazi della città, perchè sono spazi vivi, che raggiunge con facilità. Decide di fare acquisti, mangiare, magari addirittura lavorare vicino la sua abitazione, perchè i servizi sono a portata di passeggiata. Decide di godersi la città in cui ha scelto di vivere, accompagnando i figli a scuola senza prendere l’auto e andando a lavoro con la bici o con i mezzi pubblici.

Per rimettere al centro il cittadino, e quindi rilanciare profondamente il tessuto commerciale, culturale e sociale di centro storico e quartieri, è necessario sviluppare una visione di città integrata, dove iniziamo a vedere tanti tasselli come parte di un unico mosaico: ambiente e lavoro, commercio e turismo, centro storico e cultura, diritti e sicurezza, tecnologia e politiche sociali. Sono tutti pezzi che vanno cuciti insieme e non visti come separati. Sono pezzi che vanno cuciti insieme indipendentemente da quale partito li rappresenti di più: al cittadino interessa la qualità della vita, non il colore politico.

Belle parole, ma ora come si fa?

Riprogettare la mobilità e gli spazi pubblici

D: Matteo, ci parli di spazi pubblici. Non lo facciamo già risistemando le strade e curando le aree verdi esistenti? 

R: No. Questi non sono investimenti che realmente creano un cambio strutturale di qualità. Sono piccoli lavori di manutenzione senza una visione integrata dietro. Abbiamo bisogno di capire che città vogliamo veramente. Investire nello spazio pubblico significa riprogettare completamente la mobilità, ovvero come usiamo le nostre strada. Mettendo al primo posto il pedone. Si, proprio quello che va a piedi. Deve avere spazi, panchine e nessuna barriera architettonica (hai presente il sottopasso alla fine di Corso Cavour? Ecco, quella è una barriera allo spostamento delle persone). Deve potersi muovere in sedia a rotelle, con un passeggino, stando accanto ad un’altra persona. E lo deve fare in assoluta sicurezza e comodità. Dobbiamo portare il numero di incidenti tra auto e pedoni nella città a zero. Neanche uno di più. Abbiamo quindi bisogno di marciapiedi larghi, con spazi verdi e panchine. E poi abbiamo bisogno di poterci spostare con le bici in totale sicurezza. E di rendere efficiente il trasporto pubblico, avendo navette frequenti che collegano i maggiori attrattori della città (centro storico, stazione, università, quartieri più popolati, ecc).

Riportare i cittadini nel centro storico

D: Matteo, quindi mi stai dicendo che dovremmo intervenire per consentire ai cittadini di vivere gli spazi pubblici. Ma non sarebbe più corretto costruire un grande parcheggio vicino al centro storico? Ed altri centri commerciali ed iper mercati dislocati nei quartieri con accanto grandi spazi di parcheggio?

R: No, sarebbe un gravissimo errore. Se progettiamo la città per auto e centri commerciali, otterremo esattamente auto e centri commerciali. Noi vogialimo progettare la città per le persone. Allora otterremo persone. E come immediata conseguenza riprenderanno vita sia il centro storico sia i quartieri. Perchè lo faranno? Perchè ho reso possibile uscire di casa e vivere la città, usando i suoi servizi ed i suoi spazi commerciali. Dobbiamo rendere conveniente andare a far la spesa nelle botteghe sotto casa, nei tanti piccoli negozi della nostra città. Dobbiamo rendere conveniente arrivare in centro storico, a piedi, in bici e con navette dirette dai quartieri, per poterlo vivere con tutti i suoi servizi. E lo stesso va fatto nei quartieri e nelle frazioni. Dobbiamo valorizzare i piccoli negozi diffusi, creatori di lavoro di qualità e sinergia con la città ed il territorio. Dobbiamo rendere meno convienete prendere l’auto e spostarsi nelle grandi zone commerciali fuori città. Chi vorrà potrà sempre farlo ma deve essere piu semplice e conveniente uscire di casa e vivere la città.

Recupero totale degli edifici abbandonati

D: Matteo, ma forse non hai visto che nei quartieri ed in centro ci sono molti locali vuoti ed abbandonati?

R: Si vedono, si vedono. Con questo nuovo modello di sviluppo urbano, unito allo stop a nuove costruzioni, gli spazi vuoti ritornano a riempirsi. Perchè sono spazi vicino alla persona. E possiamo incentivarne l’utilizzo, tramite aiuto economico a chi decide di aprirci un’attività. Dobbiamo lavorare insieme ai cittadini per recuperare tutti questi spazi, sia in centro sia in periferia. Si deve fare insieme all’Università, alle associazioni, alle imprese ed a chiunque sia interessato ad un reale sviluppo. Il comune deve sostenere e supportare il cittadino nella riqualificazione degli edifici, instituendo sportelli dedicati (come lo “Sportello Energia”), volti a snellire tempi e burocrazie. Risistemando gli edifici pubblici attuali ed incentivando i privati a farlo, insieme allo stop a nuove costruzioni, si recupera il valore immobialiare, ovvero si rimette valore economico nelle tasche delle persone

Ma dove si trovano i soldi per intervenire?

D: Matteo, va bene. Ma per fare interventi sulla mobilità e sugli spazi abbandonati ci vogliono soldi. Li abbiamo?

R: I soldi vanno recuperati da chi li ha. Ad oggi gran parte dei soldi arrivano dall’Europa e poi dallo Stato e dalla regione. Dobbiamo andare a prendere questi soldi. Come li prendiamo? Avendo un ufficio che si occupa, dalla mattina alla sera, solo di questo: ovvero intercettare tutti quei bandi e progetti che possono portare soldi alla nostra città. L’Europa finanzia moltissimo progetti che vanno verso una riprogettazione urbana sostenibile ed economia circolare.

Gli spazi verdi

D: Va bene. Ma resta il problema del verde. Come portiamo gli spazi verdi ad essere luoghi di vero benessere e socialità anzichè di degrado e deliquenza?

R: Vanno rimessi al centro della vita delle persone. Uno spazio frequentato è uno spazio vivo, in cui non c’è posto nè per degrado nè per deliquenza. Innanzitutto i parchi di Macerata  vanno uniti nel famoso anello verde, di cui si parla da tempo. Gli spazi verdi vanno resi inoltre funzionali al cittadino, specialmente per bambini ed anziani. Parchi giochi, panchine, tavolini, percorsi tematici e sensoriali, aree fitness per fare esercizi con macchinari all’aperto. Vanno collegati alle infrastrutture cittadine affinchè ci si arrivi agevolemente in bici e con i mezzi pubblici. E vanno estesi al resto della città. 

D: Matteo, ok. Abbiamo spazi pubblici riqualificati, centro e quartieri che riprendono vita, cittadini che escono di casa e vivono la città, sfruttando anche i molti spazi verdi. La qualità della vita è cosi decisamente elevata ed abbiamo risolto quasi tutti i problemi ambientali: smog, inquinamento acustico, troppe auto in circolazione. Abbiamo restituito spazi sociali veri, dove si possono creare comunità reali. A questo punto avremmo spazio anche per gli orti sociali e spazi dove diffondere un nuovo civismo. E questo nuovo sviluppo sostenibile ci porterà più turismo e lavoro?

Vero turismo a Macerata: si può fare?

R: Macerata offre già molto in termini culturali e di eventi. Ma non basta per portare un turismo continuativo, che offra davvero ricchezza alla città. Bisogna lavorare su più fronti e, soprattutto, in sinergia con tutto il territorio, dal mare ai monti. Al turista non dobbiamo offrire solo Macerata e lo Sferisterio, ma l’intera provincia di Macerata. Dobbiamo creare un brand territoriale che lo porta dal mare a Recanati, dalle ciclabili intorno a Macerata allo Sferisterio, dall’Abbadia di Fiastra a Camerino ed ai Sibillini. Dobbiamo offrire cultura, territorio (con percorsi ciclabili estesi e fruibili, aree camper collegate e funzionanti, strutture ricettive che promuovono il territorio tutto e quest’ultimo che promuove loro), ristorazione della nostra terra e delle nostre tradizioni, opportunità per famiglie (parchi giochi, parchi avventura, minigolf, percorsi tematici, passeggiate, escursioni). Ma per farlo si deve investire nella qualità della città e nella valorizzazione della bellissima natura che ci circonda.

Il lavoro

D: Matteo, noi maceratesi abbiamo però bisogno del lavoro. Oggi la gente acquista online e i negozi chiudono. Oggi la gente va al centro commerciale ed il centro è deserto. Come ricreiamo posti di lavoro?

Che domanda difficile! Il lavoro è cambiato e nasceranno lavori che neanche immaginiamo nei prossimi anni. Dobbiamo puntare su lavori di qualità, coerenti con il territorio. Dobbiamo dire alle persone: “esci di casa, fatti una passeggiata e vai a far la spesa sotto casa”. Nei tanti piccoli negozi che ti offrono qualità. E ci va in sicurezza e salute, perchè abbiamo ripensato la città per il cittadino. Dobbiamo riportare le persone a vivere nel centro storico ed usare i servizi che il centro offre. Dobbiamo creare spazi innovativi, dove i giovani possono investire tempo e risorse start-up o aziende leggere. Dobbiamo aiutare i cittadini a creare lavori di qualità, usando le tecnologie. Si può lavorare per aziende americane, vivendo a Macerata. Si può lavorare senza spostarsi da casa o andando a piedi o in bici nei vari coworking che dobbiamo incentivare in città. Dobbiamo spingere e proteggere i nostri lavori artigianali, creando eventi e percorsi che promuovano la manifattura locale rispetto a quella internazionale. Dobbiamo, in soldoni, promuovere tutte quelle piccole e grandi iniziative che riportino qualità nel lavoro e lo riportino ad un mezzo per aiutare gli altri, per dare alla comunità, per creare benessere, per realizzarsi. E non ad un fine di accumulo danneggiando l’ambiente e la comunità stessa. 

D: Matteo, abbiamo parlato di teconologia, come mezzo per un lavoro di qualità. Come possiamo usare queste nuove tecnologie?

E… la tecnologia?

R: Come illustrato nella pagina dei valori la tecnologia è un mezzo fondamentale per migliorare la nostra qualità di vita. Un mezzo, non un fine. È compito di chi amministra metterla a servizio dei cittadini. Come prima cosa va usata per togliere quanta più burocrazia e lentezza possibile nei rapporti comune – cittadino ed all’interno degli uffici comunali. E dobbiamo impiegare le persone per compiti ben piu importanti, come reperire risorse economiche dall’Europa per attuare progetti di ampio respiro per la città. La teconolgia diventa un mezzo utile quando ci aiuta nella mobilità, nella comunicazione rapida ed efficace tra ente e cittadino, quando offrei reali miglioramenti alla nostra qualità di vita.

Macerata città sostenibile

D: Ma è possibile rendere davvero Macerata una città sostenibile? Sentiamo parlare sempre di Trento, di Bolzano. E noi?

R: Il tema della sostenibilità non si limita al fondamentale recupero degli spazi abitativi, alla riqualificazione ed interconnessione delle aree verdi ed alla riprogettazione della mobilità e degli spazi pubblici.

La sostenibilità deve essere la chiave di interpretazione di qualsiasi processo cittadino. Vanno incentivate tutte quelle iniziative, pubbliche e private, che rispettano l’ambiente e rimettano al centro la salute della persona. Negozi che vendono prodotti alla spina o plastic-free, vendita di prodotti biologici del territorio, stoviglioteche, pannolinoteche, attività che si basano sull’economia circolare. Ma anche un lavoro con le mense e gli esercenti per la gestione sana dello spreco alimentare, installazione di fontanelle e rubinetti di acqua potabile negli spazi pubblici ma anche all’interno degli stessi edifici pubblici (come le scuole) al fine di ridurre l’uso delle bottiglie di plastica.

Non può mancare un’attenzione particolare al tema rifiuti. Macerata deve diventare un vero comune zero waste, arrivando ai livelli di gestione dei rifiuti delle migliori città italine ed europee. Compostiere di balcone e di condominio, cassonetti intelligenti con chip ed autocompattanti, isola ecologica gestita come centro di primo controllo per il riuso e non come stoccaggio fine a se stesso. I centri del riuso/riparo e le isole ecologiche vanno realizzate anche nelle frazioni, offrendo un reale servizio al cittadino, a dimostrazione della volontà di incrementare le pratiche di civismo. La TARI va rimodulata, prevedendo sconti per chi evita di produrre rifiuto organico (tramite le compostiere) e puntando, nel corso degli anni, nell’introduzione della tariffa puntuale, facendo pagare di meno chi produce meno rifiuti. Si deve creare un indotto del riuso e del riciclo, con una formazione continua nella città, a partire dalle scuole. È un lavoro che va fatto insieme alla associazioni che operano sul terriorio, coinvolgendo quante più persone possibile.

Famiglie, giovani, anziani

D: Matteo, ho compreso la tua idea di città sostenibile. Ma questo che reale beneficio porta ai nostri bambini? Ed ai giovani che se ne vanno dopo la scuola in altre città? Ed ai nostri anziani?

R: Il beneficio reale è automatico ed enorme. Avendo rimesso al centro la persona e uno sviluppo del tessuto produttivo e culturale in armonia con il territorio, automaticamente si ha il terreno di qualità dove dare spazio a chiunque. 

La città diventa a misura di bambino, sia nei servizi offerti sia negli spazi pubblici fruibili (dalle strade ai parchi verdi). Diventa a misura di giovane, che ha voglia di crearsi la propria indipendenza e mettere a frutto i propri talenti. Una città vivace e piena di opportunità, lo mette sicuramente in condizione di realizzarsi senza bisogno di emigrare. Diventa a misura di anziano, che viene riportato a vivere la società negli spazi pubblici, nel centro storico e nei quartieri, mettendolo in condizione di esprimere il suo enorme potenziale.

Email: info@matteomoretti.eu